

Le culture preistoriche della Sardegna
Il Neolitico
Dalle Tra il VI e il IV millennio a.C. la Sardegna attraversa profonde trasformazioni. Dal Neolitico Antico alle culture di Bonu Ighinu, San Ciriaco e Ozieri cambiano insediamenti, produzioni artigianali e pratiche funerarie. Agricoltura, allevamento e nuove tecnologie accompagnano comunità sempre più stabili e organizzate.


Uomini e donne
Ossa e denti raccontano la vita delle donne, degli uomini e dei bambini della Sardegna preistorica. Antropologia fisica, paleopatologia, analisi isotopiche e DNA antico permettono oggi di ricostruirne alimentazione, salute, mobilità e caratteristiche biologiche delle comunità vissute migliaia di anni fa.


Gli animali
Cacciati, allevati o raccolti, gli animali sono una risorsa fondamentale per le comunità preistoriche. Forniscono carne, latte e forza lavoro, ma anche pelli, ossa, tendini, denti e conchiglie. I loro resti raccontano il rapporto tra le comunità umane, l’economia e l’ambiente della Sardegna preistorica.


Le piante
Coltivare, raccogliere, costruire, intrecciare, accendere il fuoco: le piante accompagnano ogni aspetto della vita quotidiana. Cereali e legumi trasformano l’alimentazione, mentre alberi, arbusti e fibre vegetali forniscono frutti, legname, combustibile e materie prime. L’archeobotanica ricostruisce questo antico rapporto tra comunità e paesaggio.


Tecnologie preistoriche
Pietra, argilla, osso, fibre vegetali e metalli diventano strumenti, recipienti, armi e ornamenti. Dietro ogni manufatto si nascondono conoscenze delle materie prime, gesti tecnici e competenze tramandate nel tempo. Le tecnologie preistoriche raccontano capacità, sperimentazione e specializzazione delle comunità della Sardegna.


La casa
Le abitazioni preistoriche, costruite soprattutto con legno, canne, frasche e argilla, hanno lasciato poche tracce. A raccontarle sono i resti dei villaggi e, sorprendentemente, le domus de janas: nelle tombe scavate nella roccia vennero riprodotti tetti, pilastri, focolari e altri elementi delle case dei vivi.


Il megalitismo
Grandi pietre trasformano il paesaggio in spazio monumentale. Dal Neolitico all’età del Rame, menhir, dolmen e altre architetture megalitiche assumono funzioni funerarie, rituali e territoriali. In Sardegna questa tradizione sviluppa forme originali e costituisce una delle più antiche espressioni di architettura monumentale dell’isola.
Le domus de janas
Non case delle fate, ma case per l’eternità. Scavate nella roccia a partire dal Neolitico, le domus de janas sono una delle espressioni più straordinarie della preistoria sarda. Architetture, pitture, sculture e simboli trasformano la tomba in uno spazio costruito per custodire i morti, la memoria e le credenze delle comunità.
Non mostriamo oggetti chiusi dietro un vetro, ma il gesto, la materia e il fuoco che li hanno creati.
Attraverso l'archeologia sperimentale e la ricostruzione filologica, ti invitiamo a toccare per comprendere, a sentire per vivere la preistoria.
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