Un viaggio completo dal Neolitico al Bronzo antico attraverso 10 aree tematiche, con ricostruzioni filologiche.

Le grandi aree di approfondimento

Le culture preistoriche della Sardegna

Il Neolitico

Dalle Tra il VI e il IV millennio a.C. la Sardegna attraversa profonde trasformazioni. Dal Neolitico Antico alle culture di Bonu Ighinu, San Ciriaco e Ozieri cambiano insediamenti, produzioni artigianali e pratiche funerarie. Agricoltura, allevamento e nuove tecnologie accompagnano comunità sempre più stabili e organizzate.

L' età del Rame

Tra la fine del IV e il III millennio a.C. la Sardegna vive una fase di profonde trasformazioni. Ozieri II, Filigosa, Abealzu, Monte Claro e Campaniforme testimoniano nuove tecnologie, forme di organizzazione sociale e reti di contatto. La metallurgia e gli oggetti di prestigio rivelano una società sempre più complessa.

Il Bronzo antico

Tra la fine del III e l’inizio del II millennio a.C. la Sardegna attraversa nuove trasformazioni. La metallurgia assume un ruolo crescente, emergono gruppi dominanti e si sviluppano architetture monumentali e forme di controllo del territorio. Si pongono così le premesse tecniche e sociali che condurranno alla nascita della civiltà nuragica.

Uomini e donne

Ossa e denti raccontano la vita delle donne, degli uomini e dei bambini della Sardegna preistorica. Antropologia fisica, paleopatologia, analisi isotopiche e DNA antico permettono oggi di ricostruirne alimentazione, salute, mobilità e caratteristiche biologiche delle comunità vissute migliaia di anni fa.

Gli animali

Cacciati, allevati o raccolti, gli animali sono una risorsa fondamentale per le comunità preistoriche. Forniscono carne, latte e forza lavoro, ma anche pelli, ossa, tendini, denti e conchiglie. I loro resti raccontano il rapporto tra le comunità umane, l’economia e l’ambiente della Sardegna preistorica.

Le piante

Coltivare, raccogliere, costruire, intrecciare, accendere il fuoco: le piante accompagnano ogni aspetto della vita quotidiana. Cereali e legumi trasformano l’alimentazione, mentre alberi, arbusti e fibre vegetali forniscono frutti, legname, combustibile e materie prime. L’archeobotanica ricostruisce questo antico rapporto tra comunità e paesaggio.

Tecnologie preistoriche

Pietra, argilla, osso, fibre vegetali e metalli diventano strumenti, recipienti, armi e ornamenti. Dietro ogni manufatto si nascondono conoscenze delle materie prime, gesti tecnici e competenze tramandate nel tempo. Le tecnologie preistoriche raccontano capacità, sperimentazione e specializzazione delle comunità della Sardegna.

La casa

Le abitazioni preistoriche, costruite soprattutto con legno, canne, frasche e argilla, hanno lasciato poche tracce. A raccontarle sono i resti dei villaggi e, sorprendentemente, le domus de janas: nelle tombe scavate nella roccia vennero riprodotti tetti, pilastri, focolari e altri elementi delle case dei vivi.

Il megalitismo

Grandi pietre trasformano il paesaggio in spazio monumentale. Dal Neolitico all’età del Rame, menhir, dolmen e altre architetture megalitiche assumono funzioni funerarie, rituali e territoriali. In Sardegna questa tradizione sviluppa forme originali e costituisce una delle più antiche espressioni di architettura monumentale dell’isola.

Le domus de janas

Non case delle fate, ma case per l’eternità. Scavate nella roccia a partire dal Neolitico, le domus de janas sono una delle espressioni più straordinarie della preistoria sarda. Architetture, pitture, sculture e simboli trasformano la tomba in uno spazio costruito per custodire i morti, la memoria e le credenze delle comunità.

Non mostriamo oggetti chiusi dietro un vetro, ma il gesto, la materia e il fuoco che li hanno creati.

Attraverso l'archeologia sperimentale e la ricostruzione filologica, ti invitiamo a toccare per comprendere, a sentire per vivere la preistoria.

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